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There ain’t no Waste for the Wicked

Verso una Gestione dei Rifiuti più Sostenibile ed Efficiente

Molto di quel che abbiamo oggi, sia in termini di prodotti che di costrutti industriali, lo dobbiamo a una vera e propria rivoluzione, un evento storico determinante: la rivoluzione industriale.

Le conseguenze della pesante industrializzazione del 19° e 20° secolo, tuttavia, non solo hanno influenzato gli aspetti industriali della società, ma hanno passato una serie di sfide alle nuove generazioni, come ad esempio una pesante urbanizzazione e una società consumistica basata su un’economia lineare, modello di produzione che si occupa solo dell’estrazione, produzione e smaltimento dei materiali una volta finiti di utilizzare.

Oggigiorno, questo ha portato a gravi conseguenze e ci ha lascia con una delle sfide più difficili del nostro tempo: il ritorno a un’economia circolare.

Cos’è l’Economia Circolare?

Molto semplicemente, l’economica circolare è l’opposto di un modello di consumo lineare. Come abbiamo appena visto, un’economia di tipo lineare si occupa solo della nascita e della morte del prodotto, dall’estrazione allo smaltimento dei materiali utilizzati, dalla “Culla alla Tomba”.

In un modello di consumo circolare, invece, il prodotto riceve nuova vita attraverso riparazioni, riuso, nuova fabbricazione o (se non riparabile) riciclo così da riutilizzare il materiale per nuovi scopi.

In generale questo modello prevede due cicli: uno tecnico e uno biologico, come ben spiegato da questo grafico della Ellen McArthur Foundation. Cibo e materiali biologico diventano composto attraverso processi di compostaggio o anaerobici, rigenerando sistemi come per il terreno. Questo a sua volta diviene un solida base per settori come l’energia rinnovabile e quello alimentare. D’altro canto, il ciclo tecnico si occupa del recupero e della reintegrazione di prodotti, componenti, materiali, in pratica qualsiasi cosa a cui si possa dare nuova vita.

In una perfetta economia circolare, quindi, abbiamo pressochè zero rifiuti che finiscono in discariche o inceneritori, a completo beneficio della salute generale del sistema. Tuttavia, raggiungere questo traguardo non è così semplice. Per arrivare a un tale livello di performance circolare abbiamo bisogno di gestione e infrastrutture forti.

Ciò di cui abbiamo bisogno, quindi, è di prestare attenzione non solo al risultato che vogliamo raggiungere, ma anche alla strada da utilizzare per raggiungere l’obiettivo, che passa attraverso un completo ripensamento della gestione dei rifiuti delle nostre città e province.

L’Impatto delle Nuove Tecnologie

Per avere un’efficiente strategia di gestione dei rifiuti dobbiamo raccogliere tempestivamente i rifiuti urbani residui, da contenitori che possano fornire informazioni chiare sul numero seriale, sul volume di rifiuti residui, lo status del contenitore (cadute accidentali, impatti, riposizionamento, incendi, ecc.) e uno storico contenente l’ora e la data di raccolta. (Alcuni di questi dati possono persino essere registrati per utenze domestiche, come la raccolta del riciclo porta a porta).

L’ottimizzazione delle operazioni di raccolta, insieme alla gestione della flotta di autocompattatori, può essere raggiunta grazie alle informazioni registrati in “near real-time” da dispositivi di smart tracking posizionati all’interno dei contenitori. In questo modo possiamo calcolare l’itinerario e la raccolta dei rifiuti sulla base del loro reale volume all’interno dei contenitori.

Questo ci permette di avere a disposizione un’analisi molto più dettagliata dell’uso dei contenitori, del loro stato di salute e di potenziali bisogni di manutenzione – così come dell’ottimizzazione generale dell’itinerario degli autocompattatori che girano in città e della loro efficacia.

La Soluzione Gestione Rifiuti di Sensoworks

Per garantire il funzionamento e l’efficienza delle attività di raccolta rifiuti, Sensoworks ha ideato una soluzione per il monitoraggio e tracciamento intelligente dei contenitori dei rifiuti: un dispositivo installato all’interno del contenitore – o integrato durante la sua produzione – per monitorare il volume di rifiuto residuo contenuto in tempo reale. In questo modo, gli operatori sanitari saranno sempre aggiornati sulla percentual di riempimento dei contenitori e potranno elaborare un piano di raccolta che tiene conto della capacità della flotta. In più, il dispositivo riporterà potenziali anomalie, come ribaltamenti, incendi, movimento e impatti, così da dare la possibilità di intervenire quanto prima in caso di tali eventi.

Il rilevatore del fattore di carico del rifiuto residuo verrà posizionato sulla parte superiore di ogni contenitore per identificare la percentuale di rifiuto contenuto attraverso una serie di sensori a ultra suoni. Abbiamo deciso di installare il rilevatore sulla parte superiore interna del contenitore per le seguenti motivazioni:

  • Da un punto di vista geometrico, è la posizione più efficiente per identificare la quantità di rifiuto contenuto all’interno del contenitore;
  • Il dispositivo è meno vulnerabile a danni dovuti alle attività di smaltimento e raccolta dei rifiuti e a eventuali atti di vandalismo.

Il rilevatore è composto dalle seguenti parti:

  • Un’unità di acquisizione, elaborazione e trasmissione dati per raccogliere informazioni da diversi sensori installati (multi-operator eSim, wifi);
  • 5 sensori acustici per misurare il volume di rifiuto residuo nel contenitore;
  • Un sensore di accelerazione di inclinazione triassiale;
  • Un rilevatore di monossido di carbonio;
  • 2 moduli d’alimentazione.

Più dettagliatamente, le componenti sono state progettate come segue:

I sensori acustici sono installati in posizioni differenti rispetto all’unità d’acquisizione. 4 dei 5 sensori sono posizionati con un’inclinazione di circa 45° rispetto all’asse trasversale del case e del contenitore. Il sensore acustico centrale ha un’inclinazione di 90° rispetto all’asse trasversale del dispositivo. Per quanto riguarda l’acquisizione dei dati, i sensori si attiveranno in maniera consequenziale e non simultaneamente, così da evitare fenomeni di falsa eco o riverbero che potrebbero inquinare i dati e fornire informazioni errate.

Il sensore d’accelerazione fornisce la misura dell’accelerazione e dell’inclinazione del dispositivo, oltre all’accelerazione e l’inclinazione dello stesso container. Attraverso il trasferimento dei dati alla console e al centro operativo, il sensore permette la verifica della raccolta rifiuti e potenziali variazioni dovute a eventi straordinari (incidenti con veicoli e conseguente danno al contenitore, atti di vandalismo e potenziali ribaltamenti, ecc.).

Il rilevatore di monossido di carbonio fornisce la misura della quantità di gas all’interno del contenitore. Rileva il fumo dovuto a incendi dolosi o accidentali (ad esempio, dovuti ad atti di vandalismo). Il dispositivo è configurato per inviare un allarme alla console – e quindi al centro operativo – se alcuni valori tracciati superano una certa soglia (del tutto configurabile) e successivamente configurato per allertare le forze dell’ordine come polizia e pompieri per contenere il danno e limitare la diffusione dell’incendio all’area circostante.

La soluzione di monitoraggio è alimentata da sue moduli d’alimentazione interni o esterni. I moduli possono essere rimpiazzata nel caso in cui l’installazione di moduli ricaricabili non è possibile. Inoltre, la soluzione di monitoraggio può presentare un pannello solare posizionate sul coperchio del contenitore.

Conclusione

Per raggiungere una vera sostenibilità e circolarità per la nostra economia non possiamo ignorare l’intera gestione dei nostri rifiuti e dove questi finiscono alla fine del loro ciclo vitale. Avere misure di monitoraggio precise e costanti e del volume di rifiuti e dello stato di salute dei contenitori può aiutarci a organizzare e migliorare le attività di raccolta e smaltimento, avvicinando le nostre città – e l’intera società – a un’ambiente davvero sostenibile.

Tutti vogliamo cambiare il mondo e i molti modi in cui lo trattiamo. Lo vogliamo anche noi. Ma noi sappiamo anche che per cambiare il grande dobbiamo cominciare dal piccolo. Cioè dobbiamo cominciare dai nostri quartieri, dalle nostre province e città.

Sensoworks vuole prendere parte a questa rivoluzione mettendo a disposizione le sue competenze e soluzioni. Contattaci per saperne di più.